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Cassano Irpino - Sorgente
L'acqua in viaggio | 11 dicembre 2020

Ritorno alle sorgenti in tutta fretta

Oh my God! Che disastro! Mano al freno! Macchine indietro tutta!

Ci siamo dimenticati della stazione di partenza! Delle mitiche sorgenti di Acquedotto Pugliese, in terra campana, dove l’acqua sgorga purissima e finisce imbrigliata nel fitto dedalo di tubazioni e canali, che hanno il compito di consegnarla, in gran fretta ma con tutta la cura, a condotte sempre più grandi, per il lungo viaggio verso la Terra di Apulia sino al Salento estremo di Santa Maria di Leuca.

E allora, riavvolgiamo il nastro! Punto e a capo! Torniamo a presentare il lungo racconto dell’avventura di gocciolina tra chilometri e chilometri di terra, roccia, sabbia, gallerie, boschi, montagne e piane assolate sino ai rubinetti di casa nostra. Il viaggio inaugurato più di un secolo fa da Acquedotto Pugliese per portare benessere e sviluppo in tutta la regione sino al Tacco d’Italia. Quando l’acqua era ancora un privilegio e di acqua infetta, raccolta da pozzi esposti alle “punture” delle zanzare, si moriva e in tanti, addirittura a migliaia, soprattutto bambini.

Bambina a Cassano Irpino
Bambina in visita a Cassano Irpino


Un viaggio che vogliamo raccontare a beneficio di chi non lo conosce perché all’acqua si deve rispetto. Soprattutto oggi, quando il climate change sta modificando profondamente l’ambiente in cui viviamo e, laddove prima c’erano fiumi rigogliosi, e salendo su su nelle mappe, neve e ghiacciai, oggi c’è spesso una triste distesa pietrosa. E se all’Acquedotto Pugliese, che di questo tour è “l’organizzatore”, compete il restyling di vetture e binari, compito già avviato con il grande piano di risanamento delle condotte, a tutti i cittadini tocca sviluppare comportamenti virtuosi, improntati al risparmio e alla tutela dell’acqua che utilizziamo, con troppa nonchalance, tutti i giorni.

E allora? Ecco la stazione di partenza, le sorgenti, che s’intravedono tra qualche cima innevata e la fitta boscaglia nell’antica terra campana.

Nel territorio del piccolo comune di Caposele (in provincia di Avellino), la Sorgente Sanità affiora ad un’altezza di circa 420 metri sul livello del mare, sul versante destro del fiume Sele del quale è il caput fluminis.

Caposele - sorgenti
Chiesetta della Sanità presso le Sorgenti di Caposele


Inglobata nel massiccio carbonatico del monte Cervialto, si trova nell’area delimitata dall’alta valle dell’Ofanto e da quella del Sele. La portata media annua è di 3,95 m3/s, la temperatura dell’acqua si mantiene costantemente intorno agli 8 - 9 °C, ottime le caratteristiche chimiche.

Il gruppo sorgentizio di Cassano Irpino, invece, l’altra grande bocca di fuoco (pardon!) di acqua dell’Acquedotto Pugliese si trova lungo il fiume Calore, al bordo settentrionale dei monti Picentini, ed è formato dalle fonti Bagno della Regina, Peschiera, Pollentina e Prete, a 400 metri di altezza sul livello del mare.

Queste sorgenti hanno una portata media annua di 2.65 m3/s. Attraverso la “Galleria di valico”, lunga ben 17 chilometri, le loro acque si uniscono a quelle della Sanità a Caposele.

Sala Macchine - Caposele
Sala Macchine a Caposele

All’interno di questa galleria due autentiche mirabilia. Il primo, un ponte canale per attraversare una voragine incontrata durante i lavori di scavo. L’altro, una funicolare perfettamente funzionante lunga 600 metri e con un dislivello di 213 metri, che consente interventi in galleria in maniera più rapida e meno rischiosa, e al personale un più agevole accesso alla camera di valle, evitando una passeggiata a piedi di circa 1.600 gradini, necessari per superare il dislivello esistente.

Non è deformazione professionale ne tantomeno zelo professorale. Parlare del grande fiume dell’acquedotto senza far cenno alle sorgenti, che di quel fiume sono la ragione essenziale, sarebbe stato un peccato senza remissione. Ora il viaggio di gocciolina può riprendere verso i pianori e i leggeri rilievi della Puglia. Riprenderemo a raccontarvelo nel prossimo articolo di questa rubrica.

  

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