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La fontanina di AQP

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Arte Cultura Bellezza | 30 settembre 2020
La Cape de firr: un racconto lungo più di cento anni

Ha più di cento anni e a guardarla non si direbbe. Dal suo rubinetto scorre la storia di un popolo che l’acqua l’ha bramata per lunghi anni e quando l’ha vista arrivare nelle piazze si è lasciato travolgere da un entusiasmo dirompente. È la cape de firr, la mitica fontanina dell’Acquedotto Pugliese, simbolo del riscatto delle genti pugliesi, simbolo di vita. Alta poco più di un metro, con cappello e vaschetta di recupero totalmente in ghisa, la fontanina arriva per la prima volta nel 1902, con la legge per la costruzione e l'esercizio dell'Acquedotto Pugliese in cui si dispone che "il Consorzio dovrà costruire a sue spese in ciascun comune, in numero proporzionato agli abitanti, fontanine gratuite pel pubblico, restando in facoltà del comune di disciplinarne l'uso, ed a suo carico il pagamento dell'acqua".

Le donne alla fontana - La voce dell'acqua

 

Due anni dopo, l’installazione viene disciplinata con Regio Decreto in base al quale viene installata una fontana ogni 1.500 abitanti nei comuni con una popolazione compresa tra i 10 e i 20 mila abitanti, e una per ogni mille abitanti nei centri più piccoli. Il Decreto Regio specifica anche la quantità di acqua che dovrà garantire (non meno di 25 metri cubi al giorno) e che al calar della sera “mediante apposito rubinetto idrometrico, l'acqua dovrà dai comuni essere pagata al prezzo di 0,20 lire". Nel 1914 la forma delle fontanine diviene esattamente quella che i pugliesi e i turisti possono ammirare oggi nelle nostre piazze. A quei tempi, attorno alla fontana la vita prendeva forma. Era lì che gli innamorati si confidavano il loro amore, le donne e gli uomini si intrattenevano per raccontarsi. Un fantomatico luogo social dove ci si incontrava -non virtualmente - per condividere la quotidianità. 

Tutti in fila ad attendere il proprio turno per portare a casa acqua buona da bere. Acqua pulita. Una conquista per l’“Apulia siticulosa”, come la definisce Orazio, che per lunghi anni ha vissuto sulla sua pelle epidemie endemiche, mortalità infantile a livelli impressionanti e decessi a decine di migliaia, causati dalla scarsità di acqua salubre. La fontanina diviene dunque l’emblema della rinascita, della prosperità, del benessere. Una storia affascinante che ha sedotto finanche l'architetto di fama internazionale Renzo Piano che, per la realizzazione del nuovo santuario dedicato a Padre Pio in San Giovanni Rotondo, ha espressamente richiesto l'installazione di una batteria di 6 fontane dell'Acquedotto Pugliese a corona dell'atrio d'ingresso della chiesa.

Tutti in fila alla fontanina - La voce dell'Acqua

Alla fontana è dedicata la mostra itinerante La fontana si racconta. Un grande progetto di conservazione della memoria, rivolto soprattutto ai ragazzi delle scuole, e insieme l’occasione per sottolineare la centralità del servizio idrico e il ruolo insostituibile dell’acqua pubblica per il benessere dei cittadini e lo sviluppo del territorio.  "La fontana si racconta" è un racconto per immagini del passato ma anche oggetti e utensili di uso comune, che testimoniano lo stretto legame tra l'uomo e l'acqua. Botti, anfore, orci, bottiglie ma anche catini, contenitori e vasi, destinati all'igiene personale e alle funzioni vitali, antecedenti all'avvento dell'acqua pubblica. 

Il presidente e il sindaco di Rutigliano all'inaugurazione della mostra La fontana si racconta

I primi promotori della mostra sono i Comuni pugliesi grazie alla sentita partecipazione delle Amministrazioni locali. Numerosissime le città che hanno fino a oggi ospitato l’iniziativa. A giorni, dopo lo stop causato dal Covid, si riparte in massima sicurezza nel cuore antico di uno dei borghi più belli della Puglia: Cisternino. Sarà il Palazzo Lagravinese nel centro storico della città a ospitare la mostra dall’8 al 25 ottobre. Un’iniziativa totalmente gratuita, a disposizione di quanti desiderano scoprire un racconto suggestivo, quello che lega la Puglia all’arrivo dell’acqua. 

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