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Simeone di Cagno Abbrescia
In primo piano | 27 gennaio 2021

Il salvadanaio dell’acqua si chiama rete idrica efficiente

Il presidente di AQP Simeone di Cagno Abbrescia illustra gli investimenti più rilevanti in programma da oggi al 2023.
 

Il risparmio (d’acqua) è il primo guadagno (di questo bene prezioso). L’investimento nel salvadanaio si chiama efficientamento della rete idrica. Acquedotto Pugliese ha programmato fino al 2023 un miliardo di euro di investimenti. Gli interventi più rilevanti riguarderanno, per l’appunto, la rete (e la depurazione).

«AQP esegue costantemente interventi di efficientamento delle reti – spiega Simeone di Cagno Abbrescia, presidente della società di via Cognetti –. E’ in corso la fase tre del progetto Risanamento Reti (31 i comuni interessati, 80 milioni gli investimenti previsti). Abbiano previsto, per compattare i tempi, di costituire una società mista. Perché se dobbiamo fare gli investimenti, e quello che abbiamo presentato è un piano di interventi di enorme spessore (un miliardo di investimenti sino al 2023), dobbiamo fare i “conti” con la “forza” di cui Acquedotto Pugliese dispone. Se dobbiamo dedicarci a un fatto eccezionale, di prospettiva, che è il risanamento globale delle reti, e abbiamo necessità di fare un investimento di circa 700 milioni di euro per il Risanamento 4 (quasi100 i comuni interessati) e poi seguirà il 5 (115 le comunità che saranno interessate) è chiaro che non abbiamo le energie per fare tutto. Di qui la necessità di affidarci a partner di livello mondiale che, approfittando dell’occasione, non soltanto ci affiancheranno in queste attività, sgravando AQP, i suoi tecnici, le sue (eccellenti) professionalità dal seguire questo comparto, ma ci possano offrire conoscenze avanzate sulle tecnologie”.

lavori sulle rete fognaria
Lavori sulle rete fognaria


La ricerca di Acquedotto Pugliese, dunque, va ben al di là dei confini pugliesi e italiani e guarda, con grande interesse, al Vecchio continente e al mondo intero. Perché – è la riflessione fatta dal presidente della società di via Cognetti – sul pianeta sono state sviluppate tecnologie per eseguire questo tipo di interventi in modo diverso (e più ottimale). Questo affiancamento avverrà sia nel migliorare le progettazioni già in corso, sia sul campo, nell’esecuzione dei lavori, anche sul modo di contabilizzare le opere, effettuare i collaudi.

«Quindi – aggiunge il presidente di Cagno Abbrescia – un affiancamento intelligente, che faccia crescere non soltanto l’intero apparato progettuale, amministrativo e tecnico di Acquedotto Pugliese, ma anche le imprese che collaboreranno all’attuazione degli interventi. Perché se diamo soluzioni avanzate alle aziende (il 50% delle imprese che lavorano per AQP sono pugliesi) questo consentirà loro di poter elevare il loro livello tecnico e amministrativo».

Quest’anno il rischio che gli invasi restassero a “secco” è stato più che concreto con la conseguenza che avrebbero potuto esserci problemi per i cittadini. Una rete moderna ed efficiente è, in assoluto, la “ricetta più efficace di disperdere la risorsa.

«Il pericolo è solo momentaneamente scongiurato. Se facciamo un raffronto con gli ultimi dieci anni – afferma il presidente di AQP – siamo in un deficit di oltre il 20 per cento. Il cambiamento climatico ha comportato una modifica strutturale del sistema di approvvigionamento idrico. Una delle principali ricariche per le sorgenti è l’innevamento; nell’Appennino sono anni che non nevica o nevica pochissimo e, quindi, il ripascimento delle sorgenti si è molto attenuato. Per quanto riguarda gli invasi – prosegue di Cagno Abbrescia – abbiamo una duplice problematica: il cambiamento climatico e il fatto che per alcuni invasi non sono stati attivati da parte degli enti competenti le manutenzioni e gli investimenti che consentano, nel momento in cui dovesse piovere in abbondanza, di superare i limiti che oggi sono imposti per ragioni di sicurezza, perché le dighe non hanno ricevuto da decenni interventi di manutenzione e, quindi, non si ha certezza che possano essere in grado di mantenere una maggior spinta di acqua».

C’è poi il dato che, dagli studi effettuati, da oggi al 2050 ci sarà bisogno del 40% di acqua in più nel mondo. In Puglia, dove non ci sono corsi d’acqua importanti, il problema potrebbe essere avvertito in modo più significativo.

impianto di depurazione
Uno degli impianti di depurazione gestito da AQP


Altro capitolo (di spesa) importante del piano degli investimenti predisposto da AQP per il triennio 2020-2023 è quello che riguarda la depurazione. Sono previsti interventi di potenziamento e adeguamento di oltre 100 impianti per un investimento complessivo di circa 500 milioni di euro.

«Il comparto depurazione – dice con una punta di orgoglio il presidente di AQP – è il fiore all’occhiello della regione Puglia. I frutti sono quelli che noi raccogliamo sistematicamente: le Bandiere blu che vengono assegnate alla nostra regione si incrementano ogni anno. Questo è il frutto della capillarizzazione della rete di depurazione e all’ottimo funzionamento della stessa. Il processo di depurazione, da molti sottovalutato, è importantissimo: ecco il perché della previsione di investimenti per 500 milioni da oggi al 2023 fatta da AQP per questo strategico settore».

L’acqua depurata (e affinata) non solo serve all’agricoltura (che di risorsa idrica ha un grande bisogno) e agli enti locali, che la impiegano, ad esempio, per il lavaggio delle strade e l’innaffiamento dei parchi verdi, ma consente un significativo risparmio di risorsa. Meglio di così…

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