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Immagine storica a Villa Castelli
Arte Cultura Bellezza | 31 marzo 2021

Energia idroelettrica: l’esempio AQP a Villa Castelli

Entrato in funzione nel 1929, l’impianto ha prodotto energia sino al 1971 e dal 2009 è tornato in esercizio grazie ad Acquedotto Pugliese.

La centrale ritrovata: l’energia idroelettrica è figlia dell’acqua e del suo movimento: in Puglia l’esperienza dimostra che non c’è bisogno di cascate e di alti dirupi per produrre energia dal movimento dell’acqua.

Nel 1929, due anni dopo che Brindisi divenne provincia e ventitré anni dopo l’avvio della costruzione dell’Acquedotto Pugliese, a Villa Castelli (Brindisi) iniziò ad operare una grande centrale idroelettrica.  L’impianto, situato in contrada Battaglia, sfrutta il dislivello di circa 120 metri esistente tra la camera di carico di Montefellone e la camera smorzatrice di contrada Battaglia. Per produrre energia elettrica viene sfruttata l'energia cinetica naturale provocata dal salto dell'acqua, tramite l’installazione a valle di una turbina.

Vista esterna della centrale di Villa Castelli
Vista esterna della centrale di Villa Castelli


La centrale idroelettrica di Villa Castelli è all’avanguardia sotto l’aspetto tecnico e gestionale. Completamente automatizzata, è dotata di un sistema di telecontrollo e di telecomando a distanza. Questa centrale ha prodotto energia elettrica fino al 1971. Dal 16 marzo 2009, a distanza di quasi 40 anni, grazie all’impiego di nuove tecnologie ed all’impegno di Acquedotto Pugliese, è nuovamente in esercizio, nell’ambito di un piano di AQP che prevede la realizzazione di diverse centrali idroelettriche che sfruttano i salti d’acqua trasportata nelle condotte e fotovoltaiche su siti aziendali. Tra i vantaggi ambientali derivanti dall'adozione del piano vi sono: la riduzione dei consumi di materie prime, l'aumento dell'efficienza energetica e la riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera. Il piano è, quindi, uno strumento strategico trasversale in grado di agire su più problemi ambientali contemporaneamente.

Negli ultimi anni Acquedotto Pugliese si è sempre maggiormente impegnata nello sviluppo delle fonti rinnovabili su opere del Servizio Idrico Integrato; infatti, nel 2020 sono stati prodotti circa 7,2 GWh di energia elettrica mettendo a segno un +250% rispetto alla produzione del 2017.

Vista interna della centrale di Villa Castelli
Vista interna della centrale di Villa Castelli


Inoltre, l’acqua per arrivare dalle fonti alle abitazioni e alle aziende ha bisogno di tanta energia: infatti, l’approvvigionamento di energia elettrica rappresenta la seconda voce di costo di AQP che si caratterizza per essere una società altamente energivora (nel 2019 il consumo è stato pari allo 0,16% dell’intero fabbisogno nazionale). L’attenzione ai temi della sostenibilità e gli interventi di efficientamento energetico messi in campo dal 2016 hanno consentito un netto miglioramento degli indicatori di prestazione energetica impiantistici e tali da consentire un risparmio equivalente pari a circa 44mila tonnellate di CO2 in atmosfera, pari al 7% delle emissioni complessive legate al consumo di energia.

La centrale idroelettrica di Villa Castelli è un impianto che il FAI ha candidato nei suoi censimenti annuali a luogo del cuore. All’interno dell’immobile, la cui costruzione è iniziata nel 1919, sono custoditi i macchinari originari, una sorta di “museo” al cui interno il visitatore può raffrontare le tecnologie di un secolo fa con quelle di oggi e cogliere le evoluzioni di questo patrimonio. In ragione del fatto che si tratta di un impianto in funzione, visitarlo non è semplice: bisogna approfittare delle visite guidate programmate. Questo prima della pandemia. Oggi la centrale di contrada Battaglia, al pari di tanti altri monumenti del Bel Paese, purtroppo non è accessibile ai visitatori.

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