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Depuratore di Gallipoli
L'acqua in viaggio | 19 febbraio 2021

Con l’affinamento delle acque depurate, ambiente più sano e agricoltura più florida

La risorsa idrica, opportunamente trattata, rappresenta un’importante alternativa per il comparto primario. 

“Apulia siticulosa” diceva Orazio. Ai suoi tempi – duemila anni fa – era fuori luogo pensare che l’acqua potesse “sprecarsi” per irrigare i campi. Adesso, invece, senza sprecare, ma riutilizzando le acque, grazie ai processi di affinamento, l’agricoltura può contare su una nuova risorsa.

Negli impianti di depurazione adeguati all’affinamento le acque sono sottoposte a un ulteriore processo per essere reimpiegate in agricoltura o per usi civili, come il lavaggio delle strade, contribuendo ad un uso sostenibile della risorsa idrica nel rispetto dell’economia circolare.

In Puglia sono dieci gli impianti attivi.  Di questi, Ostuni, Fasano, Corsano e Gallipoli distribuiscono acqua per l’agricoltura. Nel prossimo futuro AQP punta a incrementare il riuso delle acque fino a raggiungere un potenziale di 80 milioni di metri cubi all’anno di acque affinate.

Giannicola D'amico, vicepresidente regionale della CIA
Giannicola D'amico, vicepresidente regionale della CIA

«L'acqua è all’origine della vita ed è inoltre indispensabile anche nell'uso civile, agricolo e industriale.
Proprio l’agricoltura
– spiega Giannicola D’Amico, vicepresidente regionale della CIA – Agricoltori italiani di Puglia – è il settore produttivo che richiede maggiori risorse idriche e in alcune zone utilizza oltre l’80% dell’acqua disponibile. Al fine di ottimizzare sprechi di acqua, bisogna ottimizzare il suo utilizzo e disporre di risorse idriche alternative. Tra queste ultime, si potrebbe ricorrere alle acque reflue opportunamente trattate, soprattutto per soddisfare le esigenze in agricoltura. Secondo le stime della Regione Puglia, la disponibilità di acque affinate potrebbe ammontare a 14 milioni di metri cubi che, se riutilizzati per fini irrigui e distribuiti a prezzi agevolati, potrebbero portare a un risparmio per gli agricoltori di circa 7 milioni di euro l’anno.
Il comparto agricolo
– prosegue il vice presidente regionale della Cia – guarda con grande attenzione alle possibilità di riutilizzo di queste acque, soprattutto in questo particolare momento in cui la Xylella fastidiosa ha falcidiato migliaia di ettari di uliveto e vi è la necessità di ricostruire il territorio colpito da questo batterio. A tutti i livelli da sempre chiediamo tra le azioni da intraprendere, per ridare un futuro economico e produttivo alle aree danneggiate dalla Xylella, la predisposizione di un piano per la gestione delle risorse idriche che preveda anche l'impiego delle acque reflue opportunamente trattate».

Impianto di depurazione di Corsano (Le)
Impianto di depurazione di Corsano (Le)


Gli impianti in cui le acque rilasciate dai depuratori vengono affinate per essere poi impiegate in agricoltura sono altamente tecnologici ed innovativi. Operano a valle dei trattamenti biologici del depuratore. Il sistema persegue l’obiettivo del recupero integrale della risorsa idrica attraverso aliquote destinate al riutilizzo agricolo, al riutilizzo ambientale e compatibili con il loro rilascio in natura. Il trattamento integrato di chiari-flocculazione e disinfezione avanzata applicato alle acque di depurazione in uscita dai trattamenti biologici permette di ottenere acque affinate di ottima qualità, perfettamente rispondenti ai limiti imposti dalla normativa, da destinare al recupero integrale della risorsa idrica ed al riuso produttivo, agricolo e ambientale. I vantaggi sono diversi: risparmio di risorsa idrica; risparmio per chi utilizza acqua in agricoltura (oggi si spendono da 50 a 70 centesimi al metro cubo, mentre con il riutilizzo di acque affinate è quasi pari a zero); riutilizzo civile dell'acqua affinata (irrigazione aree verdi comunali), e industriale   (raffreddamento degli impianti); benefici per l'ambiente quali la riduzione dell’emungimento della falda (minor prelievo dei pozzi), la riduzione degli effetti di salinizzazione soprattutto nelle zone costiere, il contrasto alla desertificazione dei suoli.

La parola d’ordine degli agricoltori ogni volta che visitano un impianto di affinamento delle acque depurate è sempre la stessa: “Mai più una goccia di acqua in mare!”.

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